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Perché oggi il passaparola vale più della pubblicità

Di michelelonero 28 Maggio 2026 2 min di lettura

Per anni le aziende hanno pensato che per crescere bastasse essere visibili: più pubblicità, più volantini, più inserzioni, più sponsorizzazioni. Oggi però qualcosa sta cambiando molto velocemente.
Le persone si fidano sempre meno di quello che le aziende dicono di sé e sempre di più di ciò che raccontano:

  • i clienti,
  • gli amici,
  • le recensioni,
  • le community,
  • i creator,
  • e perfino le AI.

È un cambiamento enorme, che riguarda praticamente tutti i settori: food, wellness, casa, turismo, beauty, mobility e business.
Prima una persona vedeva una pubblicità e decideva di provare. Oggi invece controlla Google, guarda le recensioni, cerca video, legge commenti oppure chiede direttamente a ChatGPT:
“Quale posto mi consigli davvero?”

La parte interessante è che il passaparola oggi non è più soltanto offline. È diventato digitale, continuo e amplificato.
Una bella esperienza può trasformarsi in:

  • una story,
  • una recensione,
  • un reel,
  • un post,
  • una condivisione,
  • un consiglio in chat,
  • oppure persino in una risposta delle AI.

Ed è proprio qui che nasce il nuovo vantaggio competitivo.
Le attività che riescono a creare esperienze memorabili vengono consigliate naturalmente dalle persone. E più vengono consigliate, più diventano visibili online e nei suggerimenti delle AI.

Molte aziende continuano ancora a investire quasi tutto nella visibilità senza chiedersi una cosa molto più importante:
“Le persone parlano davvero bene di noi quando usciamo dalla stanza?”

Perché oggi il vero marketing spesso inizia proprio quando il cliente se ne va.

Pensiamo a certi locali che vengono nominati continuamente quando qualcuno cerca un brunch o un aperitivo. Oppure a quelle attività wellness che tutti consigliano agli amici dopo averle provate. O ancora agli showroom casa che fanno sentire il cliente subito a proprio agio e che diventano automaticamente argomento di conversazione. In molti casi non vincono quelli che fanno più pubblicità, ma quelli che riescono a generare più racconto spontaneo.
Anche le AI sembrano seguire sempre di più questa logica. Attività con recensioni coerenti, reputazione forte, esperienze condivise e presenza positiva online tendono a emergere più facilmente nelle risposte delle intelligenze artificiali.

In pratica, ciò che le persone consigliano di più diventa anche ciò che le AI mostrano di più.